domenica 10 aprile 2011

Los Topes

Dicono che in Italia la gente guida male. Non sono mai stati in Messico..
Qui la segnaletica stradale è pressoché inutile, per non parlare di quella orizzontale, che è proprio inesistente. Per attraversare la strada, un pedone deve indovinare dove potrebbe passare per evitare di rischiare la vita. I semafori per i pedoni, infatti, non esistono, se non in alcune zone della città che sono leggermente più organizzate. 
In compenso, per rimediare alla mancanza di strisce pedonali o di divisione di carreggiata, in Messico sono presenti i cosiddetti "topes", ovvero dei dissuasori di velocità. In pratica, si tratta di montagnette di cemento che si suppone dovrebbero limitare la velocità nelle zone urbane, ma che spesso sono mal segnalate o totalmente invisibili e possono letteralmente distruggere un'automobile! 
Il Messico ha la peculiare caratteristica di utilizzare mezzi piuttosto drastici per risolvere i problemi (vedi la metro solo per le donne). Non sarebbe meglio magari responsabilizzare maggiormente i cittadini e creare una coscienza civile comune? Chissà...

sabato 2 aprile 2011

Dipingendo in tre dimensioni - Alexa Meade


Leggendo una rivista messicana, ho recentemente scoperto un'artista americana - Alexa Meade - alquanto particolare.

Il suo stile di pittura si avvicina a quello di Lucian Freud. Il metodo utilizzato, però, è del tutto differente da ogni genere conosciuto.
I soggetti delle sue opere sono delle persone. Ma lo sono nel vero senso del termine, in carne ed ossa.
La giovane artista - ha solo 24 anni - dipinge direttamente sopra al corpo del modello, creando un'opera che poi viene immortalata da una fotografia. Si tratta, quindi, non solo di una semplice fotografia, ma anche di un'installazione e di una performance, che dipendono pure dall'estro del modello stesso.

Davvero amazing!!

Tra divisioni e diffidenze

La maggior parte, se non tutte, le notizie riguardanti il Messico che arrivano in Europa, riguardano gli aspetti negativi del paese e la sua pericolosità. È per questo che il paese è visto con diffidenza e preoccupazione dall'altra parte dell'Oceano.
In realtà, il Messico non è più pericoloso dell'Italia, se si fa un semplice paragone con la Mafia : i tanto temuti Narcos non sono altro che la trasposizione messicana della Mafia italiana. Come la Mafia, infatti, i Narcos conducono un guerra intestina, le cui vittime sono principalmente clan antagonisti che si contendono il potere territoriale nella vendita della droga. Le persone che non hanno nulla a che fare con quel traffico, difficilmente ne vengono coinvolte. Salvo nel caso in cui sfortunatamente si trovino nel posto sbagliato al momento sbagliato. Ma questo succederebbe anche in Italia, ad essere sinceri.
Quindi di per sé il paese non è particolarmente pericoloso.
Lo Stato, però, bisogna dire che ce ne mette del suo per acuire tale immagine.
Entrando nella stazione della metropolitana, in qualunque stazione e soprattutto nelle ore serali, per le donne ed i bambini è possibile accedere ad una zona riservata solamente a loro, in cui l'accesso agi uomini è proibito - con tanto di controlli di agenti della polizia. Se, stupiti e disorientati, si chiede a qualunque messicano il perché di tale divisione, vi risponderanno che ci sono stati casi di palpeggiamento o di "sguardi insistenti". Per tale motivo, è stato adottato un sistema che definirei piuttosto drastico.
Insomma, qui invece di cercare di risolvere il problema, avanzando dal punto di vista sociale, si preferisce arginarlo e nasconderlo.

venerdì 1 aprile 2011

Odori & Co


Si dice che i paesi portino con sé odori differenti. E il Messico è sicuramente uno di essi.

Ricordo, la notte in cui arrivai, durante il tragitto dall'aeroporto a casa, dal finestrino aperto del taxi, l'odore che entrava aveva un non so che di acidulo e penetrante, quasi piccante. Saranno forse stati i tanto amati e onnipresenti chiles?
Proprio degli stessi Chile, ne parla in un suo interessante libro - Viaggi e altri viaggi - Antonio Tabucchi.
A volte, passando accanto a qualche baracchino che prepara del cibo sul momento, l'aria impregnata di peperoncino raggiunge la gola, fa tossire e brucia persino gli occhi.

domenica 27 marzo 2011

Le "fragoline" messicane..

Il Messico è un paese pieno di contrasti, che spaziano dall'architettura, in cui moderno e antico si ritrovano l'uno accanto all'altro (grattacieli ultramoderni ai cui piedi si trovano casette stile '900), al cibo e alla società.
La città, emblema dell'evoluzione urbanistica continua e rapidissima, sta crescendo a dismisura, inglobando tutti i paesini che si trovano nelle vicinanze. Nascono nuovi quartieri, e altri vengono abbandonati. Le zone che un tempo erano considerate alla moda, ora sono abitate da prostitute. Le città si evolvono, è normale, ma il DF è spropositato!

Poi ci sono le cosiddette "fragoline", in messicano fresitas, ovvero i messicani figli di papà. Sono belli, si vestono bene e sembrano europei. Fanno parte della crème della società messicana, quella che gira per la città con l'autista privato, che mangia nei ristoranti di lusso e che vive nei quartieri chic della città, Polanco o Santa Fe.

Agli antipodi ci sono tutti gli altri messicani, che hanno i tratti somatici degli indios, che fanno i lavori umili, che raccolgono le lattine dall'immondizia per poi rivenderle a 5 pesos al chilo.
I contrasti qui sono all'ordine del giorno, bisogna solo farci l'abitudine.

lunedì 21 marzo 2011

Te-te-tequila!


La tequila è la bevanda alcoolica per eccellenza del Messico. È un superalcolico che viene ricavato dalla fermentazione della pianta dell'agave, molto comune nel territorio. Mi sembra inutile precisare che la sua gradazione alcolica è piuttosto elevata, e gli effetti non tardano a farsi sentire..

I messicani, da gran bevitori quali si stanno dimostrando essere, la bevono quanto noi italiani beviamo il vino: gli effetti sono alquanto differenti!
Ci sono vari modi di "tomar" la tequila: i classici sale&limone, Margarita o tequila sunrise. Un modo che ho appreso recentemente è quello di preparare tre shots, verde (dolce), bianco (tequila) e rosso (piccante) e berli di seguito secondo l'ordine - che è pure quello della bandiera messicana, nonchè casualmente quella italiana!
Un'altra bevanda, sempre derivata dall'agave, è il Mezcal, a cui viene persino aggiunto un verme nella bottiglia e il cui gusto è intenso quanto quello della Tequila.
Proprio per il loro forte aroma, c'è molta gente a cui non piace - tra cuila sottoscritta, ma persino ad alcuni messicani!
Rimane il fatto che, giunti in Messico, è d'obbligo almeno uno shot di Tequila per iniziare la serata (o per terminarla)!

venerdì 18 marzo 2011

Paese che vai...gente che trovi!

Città del Messico
Si sa, ogni popolo ha le sue usanze e i propri costumi. È proprio questo il bello di viaggiare, scoprire nuove realtà, allontanarsi dal proprio quotidiano ed esplorare nuovi mondi.
A volte capita di spingersi in terre lontane, esotiche e sconosciute.
La mia nuova avventura questa volta mi ha portato nel tradizionale Messico. Un paese tutto da scoprire, ricco di storia e di cultura, in cui la modernità e la tradizione si scontrano fortemente.
Vivo a Città del Messico, una tra le città più popolate al mondo: 23 milioni di abitanti! Un mostro d'asfalto in cui convivono inquinamento, un'altitudine di circa 2500 metri e un caos perenne. I messicani al volante sono alquanto instabili ed impazienti, i clacson sono all'ordine del giorno; se al semaforo non parti immediatamente, puoi star sicuro che almeno in tre ti suoneranno insistentemente. La contraddizione è che le persone vivono senza preoccuparsi di orari o impegni. Tutto qui si prende con calma, senza ansia né preoccupazione. Un ritardo si giustifica con un semplice "Siamo in Messico!"